Correva l’anno 1243

Correva l’anno 124312 ottobre

Con deliberazione comunicata il 12 ottobre 1243 ai Priori et fratibus Sanctae Marie inter insulas de Budellis, papa Innocenzo IV stabiliva che quel gruppo di eremiti seguisse la regola dell’Ordine di S. Benedetto. Dionigi Scano, al quale si deve la più recente pubblicazione del documento, così scrive: “Il convento di Santa Maria da Budelli, collocato in un isolotto deserto e senza risorse, più vicino a Bonifacio che non a Civita, alla cui diocesi apparteneva, era in origine un eremitaggio. Con questa bolla il pontefice Innocenzo IV lo mise sotto l’osservanza della regola di San Benedetto. Col tempo venne ad acquistare un’influenza, della quale sono prove evidenti gli incarichi affidati dal pontefice ai suoi priori e le donazioni a loro elargite da Adelasia di Torres, influenza che si spiega colla vicinanza del monastero alla Corsica e alla Sardegna. Il castello di Bonifacio finì per attrarre la loro attività agli ultimi del 1238 li troviamo quivi stabiliti con chiesa e convento, sempre alla dipendenza della diocesi di Civita“. Lo Scano accenna ad un momento di notorietà storica del convento delle Isole Budelli, quando, dopo il divorzio tra Enzo, figlio di Federico II, re di Sardegna e Adelasia di Torres, la fazione sarda ghibellina chiese ed ottenne perdono dal Pontefice tramite priore benedettino delle Isole Budelli. Infatti, dal Laterano, in data 23 ottobre 1243, il pontefice autorizza il suddetto priore ad assolvere dalla scomunica i partigiani di re Enzo che “nunc ad mandatum Ecclesie plene redire desiderent“. La mediazione dovette condurre a risultati soddisfacenti per ambedue le parti, se Adelasia di Torres donò al convento la “Villa di Surache”,e Innocenzo IV concesse ampi privilegi di autonomia amministrativa e giurisdizionale. In data 19 giugno 1246 identici privilegi furono concessi al monastero di Sancto Angelo in Porcaria, cioè – secondo quanto abbiamo detto – ad un convento sito a La Maddalena. Dallo Scano si può ricavare l’errata nozione che almeno il celebre convento di Budelli, sia stato presto abbandonato. Invece si dovette trattare di un ampliamento verso Bonifacio, seguito pure al benessere materiale che si era andato consolidando con le donazioni di Adelasia e col favore del pontefice. E’ consentita questa ipotesi dal fatto che le Rationes decimarum – che lo Scano non poteva conoscere all’epoca della redazione del Codice – per gli anni 1341, 1342 e dal 1346 al 1350, danno precisa notizia e del priore de Budellis e del priore Porquarie. Di questi centri di eremitaggio, che a motivo della loro posizione periferica, potevano anche esercitare una sicura protezione nei confronti dei fuoriusciti politici, non abbiamo per ora altra documentazione. Il Sella, che ha redatto una carta geografica relativa al riconoscimento della ubicazione delle località citate nelle Rationes decimarum indica il priorato di Budelli nell’isola di Budelli. In realtà i documenti dicono inter insulas de Budellis e accennano evidentemente all’isola oggi detta di Santa Maria, dove la casa rurale ivi esistente presenta talune particolarità (porte interne ad arco; notevole spessore dei muri non adeguato alla costruzione attuale; volta), che la potrebbero far ritenere come una piccola parte conservata dell’antico convento. Lo stesso nome dell’isola, oltre che la maggiore bellezza e feracità, sono elementi che inducono ad ubicare qui, e non a Budelli, il convento benedettino. Non è improbabile che il convento di Sant’Angelo nell’isola di Porcaria fosse ubicato a Cala Chiesa, ove sono presenti acqua potabile e buon terreno agrario. Lo stesso toponimo favorisce l’ipotesi di una simile localizzazione, con la convergenza di non casuali sepolcreti venuti in luce anche recentemente. L’Angius nel secolo scorso faceva cenno delle”rovine d’una antica chiesa nella cosi detta cala di Chiesa, dove non si sa in quai tempi sia esistita la popolazione, che da certi indizi pare esservi stata”. Nel 1283, avrebbe soggiornato nel versante meridionale de La Maddalena, a Cala di Chiesa, l’ammiraglio Rosso Buscarino comandante di 16 galere pisane e qui rifugiatosi perché incalzato dall’ammiraglio Tommaso Spinola, comandante di 28 galere genovesi. In tale circostanza sarebbe stata eretta una torre di vedetta a Guardia Vecchia e costruita una chiesetta presso la cala che ne avrebbe desunto la denominazione. Notizie, queste, che si ricavano dallo Spano-Della Marmora, le quali però non sarebbero attendibili. La chiesa di Budelli risulta officiata ancora nel secolo XVI, perché dal 1445 sono registrate talune donazioni in danaro, depositato presso il Banco di San Giorgio a Genova. La chiesa di Budelli era divenuta una succursale di S. Maria Maggiore di Bonifacio. Vedi anche: I benedettini nell’Arcipelago