Correva l’anno 1959

Nasce il Lions Club La Maddalena Caprera.

23 gennaio

Il Consiglio dei ministri prevede nel bilancio preventivo 1959-60 il primo accantonamento finanziario per il Piano di Rinascita.

2 febbraio

Muore a Caprera, a 92 anni, Clelia Garibaldi, ultima figlia del Generale.

10 marzo

Nasce il Lions Club La Maddalena-Caprera.

11 aprile

Gettato il nuovo ponte tra La Maddalena e Caprera. La complessa operazione eseguita da Genio Marina, è stata portata a termine in tre giorni. Il vecchio ponte metallico in traliccio, sul passo della Moneta, che univa le isole Maddalena e Caprera, costruito nel 1890 dalle officine Savigliano di Genova, è stato sostituito da un nuovo ponte metallico del tipo Bailey, a cura della Marina Militare. I lavori preliminari (costruzione di pile di appoggio in calcestruzzo e di mura di spalla) sono stati eseguiti a cura del Genio Marina, mentre il varo del ponte è stato effettuato da 35 soldati de battaglione Genio Pionieri della divisione Granatieri di Sardegna di stanza a Roma. Mentre il vecchio ponte era a struttura arcata, quello oggi varato è orizzontale. Il montaggio avvenuto praticamente in te giorni, nonostante le avverse condizioni del tempo e la particolare difficoltà del montaggio. E’ forse questa la prima operazione nella storia del Genio militare del varo di un ponte sul mare per il collegamento di due isole. Il nuovo ponte è lungo 45 metri, largo 3,20 ha una luce libera del pelo dell’acqua di m. 4,50 e una portata di 30 tonn. Il Genio Marina, a mezzo di un’impresa, sta ora provvedendo alla sistemazione delle rampe di accesso al ponte dopo di che – e ciò avverrà molto probabilmente tra una quindicina di giorni – sarà riaperto il traffico stradale tra le due isole.

12 maggio

Primo colpo di piccone per costruire la nuova strada panoramica.

21 maggio

Iniziano a Roma i lavori del comitato misto Stato-Regione per la predisposizione degli strumenti legislativi di attuazione del Piano di Rinascita.

3 luglio

Eletto giudice costituzionale il concittadino Giuseppe Branca.  Branca, che era stato docente di diritto romano, storia del diritto romano e diritto civile nelle Università di Messina, Trieste, Bologna e Roma, era nato a La Maddalena nel 1904. Suo padre era quel Martino Branca, preside dell’Avviamento, nonché brillante giornalista e scrittore, e personalità di rilievo alla Maddalena almeno fino alle prime elezioni amministrative del dopoguerra, indette nel 1946, quando si presentò nelle lista della ‘Ricostruzione Maddalenina’, d’ispirazione laica e massonica. Giuseppe Branca fu anche presidente della Consulta dal 1969 al 1971 e senatore della Sinistra Indipendente, eletto nelle liste del P.C.I., dal 1972 al 1982. Da un articolo a firma Aldo Chirico, pubblicato sul “Corriere Maddalenino” apprendiamo della elezione a Giudice Costituzionale del maddalenino Giuseppe Branca; “Nato nella nostra isola nel 1907 e vi ha compiuto i suoi primi studi; “Vivo compiacimento ha destato in città la notizia della nomina del nostro valente concittadino Giuseppe Branca a giudice costituzionale. Egli nacque infatti a La Maddalena il 21 marzo 1907. Discepolo all’Università di Roma del grande storico e giurista Pietro Bonfante, ha conseguito la laurea in giurisprudenza nel 1930. Seguendo l’indirizzo di Pietro De Francisci, ottenne, giovanissimo, la libera docenza e nel 1934 ebbe l’incarico di insegnare diritto romano all’Università. Superato brillantemente il concorso di diritto romano, fu nominato straordinario all’Università di Messina nel 1937 e nel 1940 passò ordinario all’Università di Trieste. Appena un anno dopo fu chiamato alla cattedra all’Università di Bologna e nel contempo, fino al 1947, fu rettore della libera Università di Urbino. Membro effettivo dell’Accademia delle scienze, nel 1952, sempre a Bologna ha assunto la cattedra di diritto privato. Nel 1955 è stato chiamato ad insegnare storia del diritto romano presso l’Università di Roma. In questa Università ha insegnato altresì diritto privato. E’ iscritto al PSI nel quale dal 1947 al 1949 ha ricoperto la carica di membro del Comitato centrale della federazione di Pesaro. Giuseppe Branca è autore di numerose e pregevoli opere giuridiche tra le quali notissimo è il “Commentario di diritto civile”, il “Volume degli studi di diritto processuale diretti da Pietro Calamandrei”, il “Manuale di diritto privato” ed uno “Studio sulla democrazia politica nella storia del diritto pubblico”. Profondi sono i suoi articoli in materia di diritto costituzionale. L’attività scientifica del nostro concittadino si caratterizza per il suo grande interesse verso le istituzioni politiche del passato che vengono da lui costantemente confrontate con le strutture costituzionali del tempo presente, per trarne motivo di costruzione dogmatica e di esperienza pratica.” (Un piccolo aneddoto ci racconta, che Giuseppe “Peppino” Branca, da studente universitario fu iscritto ai GUF, alla sua nomina a giudice costituzionale il settimanale “Il Borghese” sollevò il problema per cercare lo scandalo. I suoi amici e coetanei di La Maddalena, su iniziativa di Giocondo Giagnoni fecero una lettera smentendo i “trascorsi” giovanili e ( sic! ) garantendo sulla sua,da sempre, fede antifascista.)

9 luglio

Nasce la NA.V.AR.MA (Navigazione Arcipelago Maddalenino); nasce nel 1959 dall’idea di Achille Onorato. Costituita a Cagliari in data 9 luglio 1959 dall’armatore Achille Onorato con capitale iniziale di lire 1.200.000, in seguito aumentato a 150.000.000 lire in data 20 dicembre 1969. Nell’agosto 1959 l’armatore procedette all’acquisto a Frederikstad della motonave traghetto danese “Aeroskobing”, di 235 t.s.l, costruita nel 1955 e ribattezzata “Maria Maddalena” entrando in linea nella prima quindicina di ottobre fra La Maddalena, Palau, Santa Teresa di Gallura e Bonifacio. Chiaramente, non da subito la compagnia inizia ad apportare concorrenza all’unica compagnia di navigazione di un certo rilievo che in quegli anni svolgeva servizio, la statale Tirrenia. Anzi il servizio per La Maddalena dura ben 7 anni fino a quando la Tirrenia stessa, immette sulla linea nuove navi. Nel 1971, in seguito alla cointeressenza dell’armatore Agostino Lauro, la sede della compagnia fu trasferita da Cagliari a Napoli, e per fronteggiare il traffico per l’Elba e la Corsica (specie nel periodo estivo) venne noleggiata la “Agostino Lauro”, che nella stagione si affiancò al “Maria Maddalena” per Portoferraio, permettendo così all’”Elba Prima” un maggior numero di viaggi per la Corsica. Nel 1972 viene tentato un servizio di aliscafi in concorrenza a quelli della SNAV, mettendo in linea un gruppo di quattro aliscafi di costruzione sovietica acquistati da Onorato e poi trasferiti alla Società Alilauro Aliscafi del Tirreno S.p.a con sede a Napoli. Gli aliscafi destinati ai collegamenti con l’Elba e con Bastia, date le maggiori dimensioni e una capienza di 116 passeggeri, furono originariamente quattro denominati: “Alicorsica”, “Alibastia”, “Alielba” e “Aligiglio”. Il primo, tuttavia, dopo un breve periodo di servizio a Napoli, venne trasferito alla Aliscafi Sud con il nome di “Freccia di Vulcano”, servendo le linee della Sicilia. L’Alilauro con i colori della Navarma, fino a quando Agostino Lauro preferì gestire in proprio il servizio, subentrò così alla Aliscafi Snav che ritirò le proprie navi dalla acque toscane, rimanendo ancora presente anche dopo la costituzione della To.re.Mar noleggiandogli “Aligiglio” e “Alibastia” sino all’entrata in servizio del “Fabricia”. L’ “Aligiglio” rientrò a Napoli nel 1976, seguito l’anno dopo da “Alibastia”. Nel 1974 vennero suddivisi i servizi per l’Elba: a Lauro gli aliscafi e a Onorato i traghetti. Quest’ultimo acquistò il traghetto greco “Antonios K”, non ultimato e ribattezzato “Portoferraio”; rimorchiato in Italia, la costruzione fu ultimata presso i Cantieri Ferbo di Napoli e la nave entrò in linea tra Livorno, Portoferraio e Piombino nel maggio 1974. A settembre fu seguito dalla nuova motonave “Bastia”, ordinata nel 1973 ai Cantieri Benetti di Viareggio, impiegata sulla linea diretta Livorno-Bastia e sulla Piombino-Portoferraio-Bastia, consentendo all’”Elba Prima” di affiancarsi alla “Maria Maddalena” rimodernata nel servizio plurigiornaliero per l’Elba. Il “Maria Maddalena” pur essendo stato ammodernato, fu venduto nel 1978 a Silverio Mazzella di Ponza e in sua sostituzione venne noleggiato da Benito Buono la motonave traghetto “Città di Piombino”, acquistata in via definitiva nel 1981. Con l’acquisto a settembre 1981 del traghetto “Giraglia”, costruito presso i Cantieri Liguri di Pietra Ligure, la Navarma fu in grado di ripresentarsi sulle linee dell’Arcipelago Maddalenino dove aveva iniziato l’attività.

13 agosto

Mobilitato il Comando Marina per l’avventura di tre ragazzi. Erano partiti su una barca a motore diretti a Santa Maria e mancavano notizie, li hanno ritrovato nell’isolotto di Corcelli, assistiti da un gruppo di subacquei. Quattro imbarcazioni impegnate nelle ricerche. I tre, il ventiduenne Titti Ugazzi e i fratelli Ogno, ripetitivamente Simone di 12 e Antonio di 17 anni, avevano deciso di raggiungere con la barca a motore l’isola di Santa Maria. (isola di cui gli Ogno erano in parte proprietari in quanto figli della Maria Viggiani Ogno) Dopo aver imbarcato nel porto di Cala Gavetta i viveri per il viaggio, nonostante il tempo non fosse buono e le condizioni del mare suggerissero una maggiore prudenza, essi si erano posti in navigazione. Appena superata l’isola di Spargi, però, il motore della barca si è fermato per un guasto, costringendo i giovani a proseguire con una piccola vela. Intanto era calata l’oscurità e i tre hanno cercato i raggiungere uno degli isolotti dell’arcipelago, riuscendo dopo non poche difficoltà a raggiungere l’isolotto di Corcelli. Frattanto i familiari non vedendoli ritornare, hanno dato l’allarme al comando di Marina di La Maddalena che tempestivamente ha diramato ordine per la ricerca della piccola imbarcazione. Via radio è stato ordine al dragamine Larice in navigazione per La Spezia di dirottare verso la zona dove si presumeva potessero trovarsi. Il comando inoltre ordinò l’immediata uscita del rimorchiatore Panaria e di un motoscafo della Guardia di Finanza e del dragamine Ciliegio. Verso le 18:00 il rimorchiatore Panaria ha comunicato via radio al Comando di aver ritrovato la barca e i tre ragazzi in ottima salute. Erano stati assistiti da alcuni subacquei milanesi che hanno poi provveduto a riconsegnarli ai familiari.

19 agosto

Prende avvio la seconda fase della campagna di recupero del relitto della “nave romana di Spargi”. Si era armata una nuova nave, attrezzata specificatamente per le ricerche di archeologia sottomarina, il Daino, che in seguito sarebbe stata protagonista di importanti rinvenimenti nei mari d’Italia, fra cui i primi scavi di Baia. Questa volta, , oltre alla Regione Autonoma della Sardegna, intervenne, anche finanziariamente, la Soprintendenza alle Antichità di Sassari. Immergendosi, i sommozzatori si accorsero che l’aspetto del relitto di Spargi era profondamente mutato rispetto all’anno precedente: pescatori di frodo con il tritolo, correnti marine e movimento della sabbia, avevano agito sulla posizione dei reperti; i paletti di riferimento erano stati divelti o dispersi. Si procedette ad una ulteriore rivelazione mediante riquadri di nuova ideazione e si fecero importanti scoperte sulla struttura lignea e metallica della nave. Fu anche rinvenuto un cranio umano, unico testimone che si conosca di un naufragio di duemila anni fa. Nel giro di un paio d’anni, uno sciame di clandestini, attratti dalla fama della scoperta e dalla poca profondità del relitto, si precipitò su di esso e, come avvoltoi su una carogna, lo depredò completamente. Nel 1963 la corvetta Daino tornò sul luogo e, ad una rapida immersione, i sommozzatori trovarono tabula rasa e soltanto pochi frammenti di anfore distrutte. Nel 1966 il numero 11 della rivista “Mondo Sommerso” uscì con un articolo esplosivo di Gianni Roghi nel quale il  giornalista pubblicava le fotografie di numerosi reperti trafugati dal relitto di Spargi, inviategli per posta con lettera anonima dai clandestini: si trattava di coppe, patere, colonne e tripodi di bronzo, pietre dure, una statuetta in bronzo, ceramiche. Il giornalista scrive tra l’altro tutto il suo sconforto: “Chi scrive, dopo aver visto coi propri occhi lo scandalo della vendita delle anfore a La Maddalena, inviò una lettera al soprintendente alle Antichità di Sassari. Non gli fu nemmeno risposto”. E si domanda anche che fine abbia fatto tutto il materiale recuperato dalla sua spedizione e consegnato alle autorità di La Maddalena con la promessa di queste ultime di costruire un antiquarium per custodirle.

24 agosto

Diviene giornaliera la linea Genova-Porto Torres.

28 agosto

Muore a Caprera il noto campione subacqueo francese Jules Corman. Morto a causa di una sincope da apnea prolungata, insieme al campione portoghese Jose Ramalhate, durante la disputa della Coppa del Mediterraneo patrocinata dalla CMAS, la Confédération mondiale des activités subaquatiques (Confederazione mondiale delle attività subacquee); la confederazione internazionale che raggruppa alcune federazioni nazionali di attività subacquee. E’ stato il primo campione francese al mondo di questa specialità, durante la seconda edizione del campionato svoltosi nel 1958 a Sesimbra (Portogallo) . Jules Corman è stato anche campione di Francia il 12 luglio 1959 a Bone (Capo Rosa, Algeria) durante la 5 ° edizione della manifestazione. Il Diving Club civile La Seyne porta il suo nome. (Negli anni successivi all’apertura nel Club Méditerranée di Caprera, a causa dei forti venti, venne soppressa l’attività di sci nautico. Fu così che il villaggio, già famoso per aver introdotto fin dal 1957 l’equitazione, divenne un’importante sede per l’attività velica e per le immersioni sottomarine. La pratica del cosiddetto “bivouac” divenne una tra le più ricorrenti consuetudini che vennero istituite all’interno del Club; un’invenzione assolutamente originale che prevedeva lunghe gite in barca comprese di ricchi spuntini con grigliate a base di pesce catturato dai subacquei più più capaci. Questa consuetudine offrirà l’opportunità a molti ospiti del Club di imparare a immergersi e divenire esperti di pesca subacquea.)

16 ottobre

Il professor Giovanni Battista Fabio eletto Sindaco con 16 voti favorevoli e 11 schede bianche. Ancora una volta i dissidenti democristiani si sono schierati all’opposizione, negando il loro appoggio al candidato del loro partito. Solidali tutti gli altri gruppi. Era tempo! Così tra il pubblico presente nel salone delle sedute qualcuno ha commentato i risultati venuti fuori da questa questa ennesima riunione del Consiglio Comunale, convocato per la elezione del nuovo sindaco. Così v’è stato da esclamare dopo quattro mesi buoni di manovre contro manovre che altro risultato non hanno avuto se non quello di far perdere del prezioso tempo. La seduta, quindi confermando le notizie trapelate all’ultima ora, si è conclusa con qualche cosa di concreto: è stato eletto il nuovo sindaco, nella persona dell’ex assessore democristiano Giovanni Battista Fabio. Nel presentare la candidatura a sindaco di Fabio, il predecessore Stefano Cuneo aveva parlato del suo ex assessore alla Pubblica Istruzione, descrivendolo come uomo equilibrato e sereno, capace di riportare in Consiglio “quel clima di distensione e di pace” che tutti desideravano e che la città attendeva. Il programma amministrativo di Fabio verteva sul Regolamento Organico (la revisione della pianta organica dei dipendenti comunali e l’impostazione di quella dei dipendenti dell’Azienda Idroelettrica), sulla revisione dei ruoli delle tasse e sulla perequazione tributaria, sul Piano regolatore del porto, con particolare riferimento all’invaso per le navi traghetto e al prolungamento della banchina commerciale, sul Piano di Rinascita, con la costituzione di un comitato locale per studiare i problemi urgenti da porre in evidenza alla Regione sarda, sull’ammodernamento dell’Azienda Idroelettrica, sul Piano di edilizia scolastica e sull’incremento dei lavori pubblici con particolare riferimento alla diga-ponte e alla strada panoramica.

18 novembre

Il ministro Pastore consegna al presidente Segni il programma del Piano di Rinascita.

13 dicembre

E’ arrivatu u draghettu”; Trionfale viaggio inaugurale della nave traghetto “Maria Maddalena”. Presenti alla cerimonia i ministri Jervolino e Angelini e il presidente della Regione Sardegna.  Chi ricorda l’emozione di viaggiare sul nuovo traghetto piuttosto che con “la Rondinella”, “Il Cucciolo” etc.? Il ministro Jervolino (padre della ex sindachessa di Napoli Rosa Russo) nel discorso ufficiale disse “finalmente il treno potrà arrivare fino a La Maddalena”. Aveva visto i binari sulla coperta del traghetto….