Correva l’anno 1975

In una città dove dove presenti 16132 residenti, si vede la nascita della prima società di pallavolo, nasce l’US Garibaldi. Espressione e costola della tradizione pallavolista dell’Istituto Tecnico Nautico. tra i fondatori Andrea Bargone, Guido Baffigo e Attilio Grondona (allora giovani della DC) che fu il primo presidente. Il nome di Garibaldi, da allora, cominciò a levarsi a gran voce nell’isola, e sopratutto tra i giovani, per la prima volta non solo in omaggio all’Eroe dei due mondi.

4 gennaio

La Regione nomina una propria Commissione scientifica per accertare la situazione ambientale a La Maddalena. La Commissione è formata da tre esperti:

1)un fisico nucleare, il Prof. Mario Ladu dell’Università di Cagliari;

2) un esperto in medicina preventiva per gli esposti alle radiazioni, Prof. G. Paolo Nizzardi;

3) un esperto in meteorologia, il Generale Alberto Lorrai.

10 febbraio

Chiudono gli stabilimenti di Ottana e Porto Torres dopo una serie di scioperi violenti. Riapriranno,ma la crisi sembra senza rimedi.

12 febbraio

I tecnici del CNEN e dell’ISS eseguono prelievi marini. Per la prima volta effettuano anche un campionamento sul latte prodotto a La Maddalena, e sul pesce pescato e posto in vendita nel mercato maddalenino. Il professor Ladu dichiara: “Nell’attesa dell’installazione in serie di laboratori di radioattività, verranno effettuati periodici prelevamenti di campioni, che saranno esaminati nei laboratori di analisi italiani”.

4 giugno

Altra violenta zuffa tra marinai americani e maddalenini. Causata da quattro americani ubriachi. La rissa impegna decine di persone.

14 giugno

Muore a Sassari l’on. Paolo Dettori, 48 anni, DC, già presidente della Regione e del Consiglio regionale.

8 agosto

Arrestato un americano e denunciata a piede libero la moglie maddalenina per detenzione di sostanze stupefacenti. L’americano non è un militare della US NAVY ma un dipendenti civile della base americana.

21 agosto

Ad Aléria, nella vicina Corsica, una trentina di uomini istruiti da Edmond Simeoni, leader del movimento ARC (Azzione per a Rinascita di a Corsica) occuparono la fattoria di Henri Dappelle, un viticoltore pied noir proveniente dall’Algeria non più francese, sospettato di essere coinvolto in uno scandalo finanziario. L’atto, sostanzialmente simbolico, suscitò da parte dello Stato una reazione spropositata: l’allora ministro dell’interno Michel Poniatowski inviò ad Aleria 1200 gendarmi e la Compagnie républicaine de sécurité (CRS), la divisione antisommossa con i blindati, per far evacuare la cantina occupata da Simeoni e dai suoi uomini. Il numero e la tipologia delle forze messe in campo dallo Stato rispetto all’evento che dovevano affrontare, provocò indignazione e reazioni forti nella società còrsa. Gli scontri si conclusero con due morti tra i militari e un ferito grave, e nella stessa serata ci furono violenti scontri a Bastia. Il movimento di Simeoni venne sciolto il 27 agosto dal Consiglio dei Ministri francese. I fatti portarono poi alla nascita del Fronte di Liberazione Nazionale Corso (FLNC) nel Convento di Casabianca l’anno seguente, 1976. Oggi, a 41 anni di distanza, il clima è fortemente cambiato e un altro Simeoni, Gilles, figlio di Edmond, siede oggi nel posto più alto del governo dell’isola. Segno che il tempo non è trascorso invano, perché da un lato il movimento nazionale – all’epoca era appena nato – ha conquistato dopo quattro decenni di lotta il potere nell’isola, dall’altro perché lo ha fatto con mezzi totalmente pacifici, in un clima segnato da eventi forti – come la deposizione delle armi del FLNC nel 2014 – che hanno segnato in modo netto la volontà di una “soluzione politica” alla questione còrsa. Una questione che lo Stato francese, come sua abitudine, continua a negare, ma che la società còrsa e la nuova amministrazione territoriale cercano di risolvere portando avanti nelle sedi opportune rivendicazioni di tipo amministrativo, economico, culturale e linguistico. Un momento storico per l’isola, un momento che però non può far dimenticare quella “prima sommossa del popolo còrso nel 20° secolo”, quella giornata di agosto del 1975 in cui fu compiuto forse il primo passo di un lungo percorso politico che arriva fino ai giorni nostri.

6 settembre

Quattro marinai americani aggrediscono a La Maddalena una coppia che passeggia sul lungomare.

11 settembre

Secondo il Commodoro Burkhalter, Comandante del “Training Group” di S Stefano, il Governo italiano possederebbe già a da oltre un anno i dati tecnici riguardanti il tipo di reattore atomico dei sommergibili d’attacco americani. Sarebbero stati altresì forniti i dati relativi agli scarichi degli apparati nucleari degli stessi. Gli scienziati impegnati nella ricerca hanno più volte rinnovato la richiesta al Governo italiano perché acquisisse le necessarie informazioni e mai avevano avuto risposta positiva. Le clamorose rivelazioni dell’alto ufficiale americano vengono messe in relazione al fatto che il prossimo 24 settembre si terrà a Roma un convegno del “Gruppo Ambiente”, che fa capo al Pretore Gianfranco Amendola, interamente dedicato al caso di La Maddalena.

19 settembre

Viene eletto sindaco Giovannino Campus; Alla guida di un monocolore DC con 20 voti favorevoli su 26 presenti. I quattro consiglieri del PCI si astengono mentre votano scheda bianca il rappresentante del PSDI e quello dell’MSI. Campus rimane in carica per circa cinque mesi, sino all’elezione a sindaco (dopo le nuove elezioni comunali) di Gavino Canopoli (27 febbraio 1976). Giovannino Campus (classe 1915, deceduto nel 1991) crebbe nell’Azione Cattolica e fin dal dopoguerra fu uno dei pochi che godette della più assoluta fiducia del parroco mons. Salvatore Capula, tanto da essere stato per molti anni l’amministratore dei beni parrocchiali. Dipendente dello Stato e con una attività commerciale abbastanza florida entrò in Consiglio Comunale (nelle file DC, gruppo basista) negli anni ’50 ricoprendo più volte incarichi assessoriali, soprattutto alle Finanze. Schivo e riservato era ritenuto, a ragione, una delle teste pensanti della DC. Giovannino Campus è stato il primo presidente della neo costituita Comunità Montana Riviera di Gallura (fu eletto il 3 marzo 1979).