L’antico costume maddalenino

Alcuni decenni fa alcuni studiosi maddalenini si cimentarono nella ricostruzione di un presunto costume indossato dagli antichi isolani. Sono stati diffusi disegni di una foggia di costume femminile di colore scarlatto, con camicia bianca e copricapo costituito da un grande fazzoletto bianco arrotolato sul capo. Del pari, sono noti i disegni di un costume maschile di orbace nero con fascia in seta rossa, camicia bianca e copricapo a forma conica. Entrambi questi costumi sarebbero di provenienza dell’oltramontano di Sartene, secondo coloro che li hanno ricostruiti. Innanzitutto vorrei chiarire che La Maddalena, nucleo urbano nato ufficialmente nel 1767, non ha mai avuto un costume unico.

È noto, infatti, che i maddalenini antichi indossavano abiti di foggia continentale, ciò è dimostrato dalle due tavole del Cavalier Nicola Benedetto Tiole e dalle due tavole dell’album di costumi sardi di Francesco D’Austria-Este.

Ciò significa che le 12 famiglie corse che abitavano il Collo piano, quando scesero alla marina dando luogo al primitivo nucleo abitativo dell’attuale cittadina, abbandonarono i loro antichi vestimenti.
Alcune frange di pastori corsi continuarono ad abitare il Collo Piano fino ai primi dell’Ottocento, si presume, ma non si hanno prove certe, che queste genti indossassero vestimenti tipici dell’oltramontano di Sartene.

L’Angius-Casalis scrive che il copricapo indossato dalle donne tempiesi era identico a quello indossato dalle donne maddalenine: ” …altra particolarità delle donne tempiesi è lu cènciu che hanno imitato dalle isolane della Maddalena…”.

Questa considerazione dell’Angius-Casalis è stata presa in passato come un primo punto di riferimento del presunto costume maddalenino.
Altro secondo punto di riferimento è stato l’opera intitolata Voyage en Sardeigne di Alberto La Marmora, dove egli scrisse: “le donne di Tempio avevano fino a poco fa un costume speciale che va scomparendo da qualche anno, specialmente dacché Tempio ha preso posto tra le città della Sardegna. Nei giorni di festa le tempiesi e la maggior parte delle donne della Gallura portano un giustacuore scarlatto con maniche aperte e guarnite di bottoni e occhielli d’argento; alcune hanno la gonna scarlatta ma sembra adottino il colore verde per la gonna di panno, guarnita con un orlo largo vistoso scarlatto. Questa moda mi pare sia venuta da Bonifacio in Corsica per via della Maddalena e Longonsardo….”.

Orbene, il La Marmora afferma che quel costume veniva indossato dalle tempiesi e dalle donne della Gallura, ma non dice espressamente indossato anche dalle isolane di La Maddalena. Egli presume che quella moda sia venuta dalla Corsica tramite La Maddalena e Santa Teresa, ma non lo dà per certo! Sulla base di quanto appena esposto, crolla la ricostruzione di un presunto costume maddalenino fatta a suo tempo da alcuni studiosi isolani. Tale ricostruzione è inaccettabile soprattutto perché i pastori del Collo Piano provenivano da diversi paesi della Corsica, quindi ciascuna famiglia aveva un proprio modo di vestire.

Più precisamente l’elenco dei nuclei familiari dei primi abitatori dell’isola di La Maddalena è il seguente: 24 famiglie da Sorbollano, 16 famiglie da Zicavo, 13 famiglie da Ornano, 7 famiglie da Zerubia, 6 famiglie Livia, 6 famiglie da Quenza, 4 famiglie da Serra di Scopamene, 3 famiglie da Zonza, 2 famiglie da Santa Lucia di Tallano e 2 famiglie da Petreto Bicchisano.

È chiaro che queste genti non potevano vestire tutte allo stesso modo, dunque bisognerebbe approfondire le ricerche sui vestimenti di questi paesi della Corsica, per capire quali fossero gli abiti indossati dagli antichi pastori del Collo Piano.

Spero di avere dato un quadro chiaro del fatto che non è mai esistito storicamente un costume maddalenino, e del fatto che, certamente i pastori del Collo Piano dovettero indossare abiti di foggia e colori diversi fra loro, considerati i diversi paesi di provenienza.

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