Le specializzazioni del lavoro, fuochini e minatori

(Pagati a giornata) Loro compito era la preparazione e lo scoppio delle mine e delle carbonare. Fra i più vecchi, arrivati prima del 1900, si ricordano Federighi Celeste, toscano, Guidarini Giulio, emiliano, Canali Ernesto, emiliano, Guidarini Rodolfo, emiliano.
I minatori erano quelli che subivano gli incidenti più gravi, alcuni dei quali mortali: alla cavetta della Conca d’a Vacca morì, schiacciato da un masso staccatosi improvvisamente, Costantino Mastrantonio.
A Santo Stefano tre operai schiacciavano, imprudentemente, i grani grossi della polvere per caricare la carbonara con un martello da scalpellino invece che con quello di gomma: la scintilla scoccata all’improvviso provocò l’incidente: Giuseppe Campus orribilmente dilaniato moriva invocando il figlio; così pure un olbiese di 33 anni, Giuseppe Agrumele. Il terzo, Salvatore Mastrantonio si salvò pur riportando gravi ustioni.
Nel 1949 l’ultimo gravissimo incidente capitò a due minatori di Luogosanto che lavoravano in un cava di Gaetano Vasino alla Trinita: Giuseppe e Pasquale Gala. Mentre erano intenti a scaricare una mina inesplosa, questa scoppiò investendo in pieno i due: il primo, pur riportando ferite e mutilazioni gravi, salvò la vita; l’altro, trasportato all’ospedale militare con tutte le ossa del tronco e della braccia fratturate, morì dopo due ore.

Giovanna Sotgiu – Co.Ri.S.Ma