Paolo Santandrea

Figlio di Pietro e Caterina Trova, era nato il 13 marzo del 1907, impiegato e antifascista. Si arruolò in marina, come tanti giovani maddalenini di quel tempo e dopo il corso furieri venne imbarcato sul Cavour. Su quella nave probabilmente maturò le proprie convinzioni antifasciste. Iscritto dalla polizia italiana nel Bollettino delle Ricerche, espatria clandestinamente nel maggio del 1931 portandosi in Corsica. raggiunge poi l’Algeria ed infine la Spagna, ma viene rimpatriato da Barcellona in Italia, Nel maggio 1937 torna a espatriare e si porta in Spagna dove è arruolato nelle formazioni antifranchiste. Inquadrato nella brigata Garibaldi sul fronte dell’Ebro rimane gravemente ferito e muore.  Muore all’ospedale di Matarò, il 29 aprile 1938.

Un racconto del fratello ci trasmette un piccolo aneddoto legato al nostro Paolo: Era la festa di Santa Maria Maddalena e per l’occasione si usava allora costruire su dei barconi allegorie che rappresentavano sempre qualcosa di interessante e bello, noi le chiamavamo barche illuminate. Su una barca quell’anno venne eretto un grande “fascio littorio” e poiché in quei giorni di luglio il ponente era di casa – come da tradizione per Santa Maria Maddalena – i barconi si muovevano, quindi anche il fascio si muoveva dondolando. Paolo, ironicamente commentò, “a me pare che il fascio stia iniziando a traballare”. Bastarono queste semplici parole e due poliziotti lo portarono in questura e non fu facile evitarne l’arresto.

La vicinanza geografica tra la Sardegna e la Corsica favorì l’emigrazione politica degli antifascisti sardi verso l’isola francese. Molti riuscirono a stabilirsi a Portovecchio, Ajaccio, Bastia, diversi furono arrestati mentre tentavano la traversata; per altri la Corsica rappresentò un passaggio obbligato per raggiungere la Francia o per combattere la guerra civile in Spagna. Buona parte di coloro che decisero di raggiungere la Spagna erano contadini, pastori, artigiani, minatori, molti di essi comunisti, diversi anarchici, altri profondamente legati al pensiero sardista di Emilio Lussu con il movimento “Giustizia e Libertà”. Per capire il contributo della Sardegna alla causa spagnola prendiamo come riferimento l’indice demografico. L’isola rappresenta circa il 2,3-2,4% della popolazione italiana. Gli internazionali sardi che decisero di partecipare al conflitto sono calcolati in 140-150, ovvero, prendendo come riferimento il numero di 3354 volontari italiani stimati da Togliatti, il 3,6-4,1% della partecipazione italiana. Anche i 20 caduti sono il 3% dei 600 italiani. Ricordiamo inoltre che i sardi furono l’8,3% dei caduti del CTV, cioè dell’esercito inviato da Mussolini in aiuto a Franco, e il 4% dei caduti della Milizia fascista.)