Pescatori provenienti da Cetara

Altavilla Giuseppe “Peppino”

Esposito Cesarino

Ferraiolo Giacomo, per molti anni, all’inizio del Novecento, presente durante la stagione di pesca.

Ferrigno Antonio

Ferrigno Gioacchino, morto all’età di 29 anni, nel 1939, nel naufragio della barca di Pietro Romano.

Romano Andrea, abituale frequentatore del nostro arcipelago nella stagione di pesca, si fermò definitivamente con la famiglia nel 1910; morì per un attacco di appendicite, avuto mentre era a mare, che non fu possibile curare in tempo.

Romano Pietro “Pidrulla”, morì nel tragico incidente del 1939, lasciando moglie e quattro figli (il più piccolo dei quali aveva sei mesi) e il debito di due rate per l’acquisto del motore, da pagare a Nando Toso: la vedova ricevette da Benito Mussolini 4.000 lire e dal Partito l’estinzione del debito.

Romano Vincenzo “Tidì”, venuto in licenza presso il fratello Pietro per qualche settimana, ne aveva approfittato per andare con lui a pescare: rimase così vittima del naufragio del 17 novembre 1939.

Salese Ignazio “Gnazù”, appartenente ad una famiglia che già da molti decenni veniva a Maddalena per la stagione, esercitò per anni la pesca ai pescecani.

Salese Giuseppe “Peppino”.

Parzialmente tratto da “Il mondo della pesca” – Co.Ri.S.Ma – Giovanna Sotgiu