Pescatori provenienti da Ponza

Ponza è una piccola isola di poco più di 10 Kmq, facente parte dell’arcipelago Pontino, con oltre 3.000 abitanti nel 1861. Spopolata per via delle incursioni barbaresche, venne ripopolata da ischitani e campani che si dedicarono alla pesca.
Per il loro lavoro si spostavano nei mari pescosi dell’arcipelago toscano e in Sardegna, stabilendosi poi a Marina di Campo (Elba), ad Arbatax, Golfo Aranci, Siniscola, Cala Gonone e Vignola (Sardegna) dove realizzarono una chiesetta dedicata a San Silverio, con presenze anche a La Maddalena e a Bonifacio.
All’interno del bacino del Mediterraneo si spostarono anche in Tunisia, nell’isola La Galite (Galitone) posta a 80 Km dalla Tunisia e a 150 dalla Sardegna. Storia iniziata nel 1865, con Giovanni D’Arco e con una comunità che raggiunse i 350 abitanti e una cappella dedicata a San Silverio. Quasi tutti si trasferirono in Francia nel 1956, dopo l’indipendenza della Tunisia (Catello Pagano, 2011).
Ma i ponzesi emigrarono anche oltreoceano: negli Stati Uniti (New York), dando vita a una comunità molto legata alla propria isola e a San Silverio il cui culto diffusero nel paese ospite. Ogni anno, in memoria del santo, i discendenti degli emigrati ponzesi organizzano la Columbus Day Parade. Altra meta di destinazione è stata l’Argentina, nella provincia di Buenos Aires nell’area di Bahía Blanca e Ingeniero White, dove i ponzesi, giunti lì già dalla fine dell’Ottocento (1898), si sono dedicati alla pesca; attività ancora oggi esercitata da molti dei discendenti della piccola isola dell’arcipelago ponziano. A Ingeniero White, su 80 imbarcazioni (pescherecci) di italiani e discendenti di italiani censite nei primi anni del Duemila, 28 sono di ponzesi, 24 di ischitani, 6 di Capresi. (Martos, 2008: 48-51). I ponzesi di Ingenero White, oltre a continuare ad occuparsi della pesca, si sono portati appresso il culto e la venerazione per San Silverio, il loro santo protettore, costituendo il 20 giugno del 1928, nel locale del Circolo Cattolico degli Operai, la Società San Silverio, la cui presidenza fu affidata a Salvatore Di Lorenzo e la direzione spirituale al presbitero Tito Graziani, cappellano della Esaltazione della Santa Croce, all’epoca una cappella in lamiera esistente nel porto, al cui interno venne riposta la statua del santo giunta nel 1929 direttamente dall’Italia. (Martos, 2008: 82-93).
Ma i ponzesi si spinsero anche nei Carabi, nell’isola di Porto Rico, con molta probabilità seguendo il flusso migratorio corso della metà dell’Ottocento, che coinvolse, come detto, anche le isole italiane di Capraia ed Elba. Anche in quest’isola caraibica, come in Argentina, i ponzesi portarono, mantenendolo vivo, il culto per San Silverio (Contu, 2016).

Aversano Giuseppe, stabilitosi qui nella seconda metà dell’Ottocento, ebbe sette figli.

Batte Luigi, fu uno dei fondatori della Società dei Pescatori.

Balzano Giovanni, presente a La Maddalena dal 1850.

Balzano Isidoro, morì nel 1881, cadendo a mare dalla barca “il Vulcano”, mentre cercava di andare a prua per manovrare il fiocco.

Balzano Pietro

Caucci Giuseppe, sposatosi a La Maddalena con una Impagliazzo, nativa di Ponza, ebbe 12 figli.

Basso Aniello, morì nel 1890 per il naufragio della “Candida”.

Conti Nicolò, nato nel 1835, si sposò a La Maddalena con una Balzano.

Giudice Giuseppe

D’Arco Antonio

Demeglio Salvatore “U Punzisiellu”.

Jodice Vincenzo, stabilitosi qui prima del 1900.

Mazzella Silverio, stabilitosi qui prima del 1900.

Migliaccio Silverio, marinaio imbarcato sulla “Candida”, morì nel 1890 nel naufragio della barca.

Orlando Francesco, uno dei primissimi immigrati, abitava in “via della Processione”, dove morì, a 81 anni nel 1866.

Orlando Giosuè, abitante anch’egli in via della Processione, sposò una maddalenina, Maria Culiolo.

Orlano Pietro, abitante in “via del Quartiere”, sposò una Zicavo, dalla quale ebbe 11 figli.

Piras Giuseppe, morì a mare a causa di un naufragio nel 1883.

Rivieccio Giovanni “Giovannuzzu o Jannuzzu”, padre di “Squarciò”, morì a mare nel golfo di Arzachena, nel tentativo di salvare un nipote.

Scotto Lorenzo, morì nel 1890, in un naufragio, presso Capo Ferro.

Vitiello Angelo, nato nel 1854, ebbe 8 figli.

Vitiello Gaetano, stabilitosi a La Maddalena all’inizio del Novecento, noto come “o Ponzesu“.

Vitiello Vincenzo, stabilitosi, come altri della sua famiglia, nel rione di “Due Strade”.

Vitiello Emiliano

Vitiello Silverio “u Surdu”.

Parzialmente tratto da “Il mondo della pesca” – Co.Ri.S.Ma – Giovanna Sotgiu