CronologiaMillecinquecento

Correva l’anno 1588

Lentamente i corsi venivano eliminati dalle cariche ad esclusivo vantaggio dei genovesi: nel 1588, si chiudono loro le porte del notariato e della cancelleria; nel 1624 si escludono dalle cariche di esattori d’imposte; nel 1634 da quelle di vicari e di auditori. Dal 1585 si vieta ad ogni corso la funzione giudiziaria nel paese d’origine o in quello della moglie e, per un estensione che è al limite dell’odioso e del ridicolo, in tutti i villaggi dei parenti inclusi nel quarto grado di parentela. Genova giustificava una simile presa di posizione adducendo che questo era il solo modo per difendere i corsi da loro stessi, per strapparli dalle lotte di potere e per estirpare la radice stessa di innumerevoli vendette che insanguinavano l’isola. Ma in un paese che offriva poche possibilità di carriera professionale era una vera provocazione eliminare gli autoctoni da qualche funzione lucrativa. Questa linea amministrativa si estendeva anche alle funzioni più umili: appare ingiustificabile, sul piano militare, l’interdizione ai corsi di servire le guarnigioni dell’isola, il divieto di esercitare qualsiasi funzione nel villaggio natale (1612) e l’obbligo di assumere la cittadinanza genovese per l’esercizio delle cariche civili e magistratuali: simili atti condannavano all’esilio o all’emigrazione tutti gli elementi di un certo valore, facendo sentire crudelmente la differenza di trattamento tra i corsi e i genovesi trapiantati nell’isola.

Nell’Isolario di Leandro Alberti per la Sardegna figura il toponimo Caresi.

1 gennaio

Il viceré Moncada conferisce l’ufficio di capitano della marina di Gallura e Terranova, con le stesse mansioni esercitate qualche tempo prima dal Buxicara (1549), a Gavino Casalabria, figlio di Francesco e nipote di Giorgio, in sostituzione dello zio. Questi difende con valore le coste a lui affidate e lavora alla costruzione della torre di Longone. In un documento del 1785 si dice che il materiale e la mano d’opera per la costruzione delle due torri, di Longone e di La Testa, da parte delle maestranze di Bonifacio, non inficia minimamente la sovranità su di esse del re di Spagna.

giugno

Una flotta barbaresca di 11 galiotti comandata da Hassan Pasha (vedi immagine) distrugge la frazione di Ogliastru (Bonifacio) presso la marina di Albo e rapisce una quarantina di abitanti che verranno venduti ad Algeri come schiavi.