Correva l’anno 1883

Correva l'anno 1883“Da quando Garibaldi si era stabilito a Caprera, le realazioni di La Maddalena furono più accentuate, ed i maddalenini cominciarono a nutrire speranza che la loro isola ne avrebbe avuti anche maggiori vantaggi. Ma dopo la morte di colui che eglino consideravano come loro protettore e padre (Garibaldi), deluse molti di loro. Le comunicazioni col continente furono rese alquanto più rare l’agognata ferrovia che, attraverso la Gallura per Tempio, doveva venire al Palao (Palau), mettendo così in diretta comunicazione Cagliari e Sassari colla Maddalena, e questa col continente per Santo Stefano di Maremma (attuale Porto Santo Stefano), fu surrogata dalla ferrovia che per Terranova Pausania (attuale Olbia) va a Capo Figari, all’ingresso del Golfo degli aranci, implicando per tal modo mia comunicazione diretta giornaliera tra il continente e la Sardegna per questa via, ed escludendone La Maddalena”. Tratto dal libro “L’isola di Caprera e l’Eroe dei due mondi” i Florindo Florio-Sartorio.

15 febbraio

Nasce a Caltanisetta Francesco Bini (nella foto), padre di Pensiero e Moderno, considerato il capostipite di una grande famiglia di fotografi molto apprezzati nell’isola. Arrivò a La Maddalena nel 1920 è vi morì il 16 gennaio 1941.

12 aprile

Abolito il corso forzoso.

23 aprile

Nasce a Caprera Manlio Garibaldi, l’ultimogenito di Giuseppe e di Francesca Armosino, nacque a Caprera il 23 aprile 1883.
Suo padre aveva ottenuto l’annullamento del precedente matrimonio con la comasca Giuseppina Raimondi, regolarizzando così la sua posizione con la piemontese Armosino – con cui conviveva da oltre un decennio – discendente di armeni esuli dalle persecuzioni turche. La Raimondi, più giovane del nostro eroe di 35 anni, convolò a nozze nel gennaio del 1860 ma, era da tempo legata all’ufficiale di cavalleria Luigi Caroli (di cui ebbe un figlio nato morto). Scoperta la tresca, Garibaldi avviò una lunga pratica di annullamento conclusasi solo nel 1879. Dopo Anita e prima di Raimondi ed Armosino, questa ultima in pratica si curava della sua malferma salute accompagnata da fastidiosa artrite, l’eroe dongiovanni ebbe altre donne: la pianista inglese Emma Roberts, la scrittrice Maria Espérance von Schwartz ed una scappatella con la cameriera Battistina Ravello. Il mandrillo dei due mondi ebbe 12 donne, tre mogli, tredici figli e numerose fidanzate. Tornando al giovane Manlio, questi aveva ereditato dal padre e dal nonno, la passione per il mare; di bello aspetto, alto e con capelli scuri scuri, fu uno dei primi cadetti della neonata Accademia Navale di Livorno nel 1888.
Per stare più vicina al figlio, Francesca Armosino si trasferì nel 1888 a Livorno, così come aveva disposto suo marito prima di morire, in una grande costruzione: Villa Donokoe
Di questo figlio Giuseppe Garibaldi sognava grandi cose, per lui aveva scritto un romanzo: “Manlio”.
Il personaggio descritto si rifaceva alla vita avventurosa di Garibaldi, in Africa e nelle Americhe per poi tornare in Italia a lottare contro gli austriaci. Manlio, conseguita la nomina di Guardiamarina si imbarcò sulla regia fregata corazzata Castelfidardo e successivamente sul regio incrociatore corazzato Giovanni Bausan varato per la Regia Marina nei cantieri inglesi di Armstrong Mitchell & Company di Elswick. L’unità dopo una intensa attività nel Mar Rosso, lasciò l’Eritrea per una missione oceanica nel Sud America. Manlio Garibaldi come sottotenente di vascello, ebbe così l’occasione di visitare molti luoghi in cui aveva soggiornato suo padre. L’incrociatore visitò anche New York e fu soggetto a delle riparazioni nel cantiere Brooklyn Navy Yard. Tornato in patria Manlio con il grado di tenente di vascello (1896) fu destinato alla regia corazzata Italia (varata a Castellammare di Stabia il 29 settembre 1880). Ma le sue condizioni di salute nel 1897 lo costrinsero a lasciare il servizio. Era affetto da una grave forma di tubercolosi. Si spense a Bordighera (Imperia) il 12 gennaio 1900. Le sue spoglie furono traslate a Caprera e riposano in una tomba accanto a quella del padre. Così terminò l’avventura marinara della famiglia Garibaldi.

2 giugno

Viene inaugurato a Caprera, il monumentale busto di Giuseppe Garibaldi. Il monumento in marmo è collocato alle spalle della casa bianca e raffigura il Generale con lo sguardo rivolto verso il mare, la Corsica, la Francia e dunque Nizza, la sua città natale; La scultura fu commissionata dalla famiglia Garibaldi poco dopo la morte dell’Eroe e fu eseguita dallo scultore Luigi Bistolfi con il marmo di Carrara donato dai fratelli Fabbricotti.

1 luglio

Inaugurato il tronco delle Ferrovie Reali Terranova-Olbia Nuova (Golfo Aranci).

Estate

Compare nei vigneti sassaresi la fillossera, che ne distruggerà gran parte, estendendosi alle altre parti della Sardegna compresa La Maddalena.

11 dicembre

Muore a Roma il celebre tenore ‘‘Mario’’, Giovanni De Candia, mazziniano e patriota (era nato a Cagliari nel 1810).

23 dicembre

Viene stampato il primo numero del periodico “Le Bocche di Bonifacio”. Sebastiano Baffigo fondò a Santa Teresa Gallura dove risiedeva uno dei primi giornali della Sardegna. Era era un periodico settimanale che aveva l’ambizione di denunciare lo stato di abbandono in cui versavano i paesi particolarmente della Gallura ma anche di tutta la Sardegna, condizioni che lui in vari articoli definiva miserabili.