Anna Maria Millelire di Domenico

Ebbe una lunga e intensa vita, nella quale conobbe le fasi più difficili e più interessanti della breve storia di La Maddalena. Nata nel 1786, si sposò, appena quindicenne, con uno straniero, Mattia Nicolich (o Nicolicchi) veneto di Lussino Piccolo, che morì dopo soli tre anni di matrimonio. Se dobbiamo credere a un testimone disinteressato quale il comandante della Torre di Santa Teresa, Pietro Magnon, Anna Maria era bella tanto da offuscare, e rendere gelose, le altre ragazze isolane. In una lettera al reverendo Scott del 14 agosto 1804 così diceva Magnon: “A La Maddalena ho trovato la novità della vedovanza della bella Anna Maria della quale ho visto seppellire lo sposo. Senza dubbio la conoscete e potete giudicare se sia un’opera meritoria consolare questa amabile vedova. Le altre belle dell’isola hanno assunto un colorito un po’ smorto. Ne ignoro la causa, ma se devo credere al mio amico il dottor Boino, è perché hanno un po’ più di devozione verso Maria Maddalena peccatrice che verso la Maddalena penitente: così, mio caro dottore, se avremo il piacere di rivedervi dalle nostre parti, come io desidero ardentemente, state in guardia!ʹ.

Anna Maria era anche combattiva e in grado di difendere da sola i suoi interessi, in un’epoca in cui le donne dovevano essere accompagnate da un familiare per tutti gli atti pubblici: nel 1806, avendo saputo che un terreno “alla punta di Mangiavolpe attigua alla vigna della vedova Scassoʺ, promesso qualche anno prima al marito Nicolich, sarebbe stato assegnato a un altro, non esitò a scrivere, di suo pugno, allo zio Agostino, comandante delle isole, una lettera formale e ferma rivendicando i suoi diritti.

Nel 1807 si sposò con Francesco Susini, appartenente a una delle famiglie emergenti dellʹisola che, grazie ai proventi del commercio marittimo, andavano costituendo la borghesia locale.
Col suo carattere irruento e focoso, Anna Maria prese parte attiva a tutti gli avvenimenti che investivano la comunità: dalle liti fra famiglie, che si riflettevano nel Consiglio Comunale e che finirono per sancire, nel 1828, l’esclusione del marito dallo stesso consesso, alle pesanti ostilità verso lʹinglese Richard Forman Collins che, accaparrandosi i terreni di Caprera con buone offerte, ne impediva l’acquisto ai proprietari maddalenini: non a caso al prete che cercava di metter pace fra i contendenti aveva risposto che ci volevano polvere e palle per risolvere le controversie non semplici parole.

Legata da stretto rapporto di amicizia con l’inglese William Sanderson Craig, lo difese apertamente in occasione di un litigio con un prete troppo zelante che finì scacciato dall’isola.
Ebbe rapporti anche con Vincenzo Sulis; quando Pasquale Tola, per il suo Dizionario biografico degli uomini illustri cercò a La Maddalena un ritratto del tribuno cagliaritano, ne ottenne due, a distanza di tempo: uno fatto da Craig (probabilmente smarrito) e un altro da Giovanni Domenico Susini, figlio di Anna Maria, che lo realizzò ad acquerello.

In un’epoca in cui qualunque decisione riguardante il patrimonio doveva essere assunta da uomini o da donne accompagnate da marito o genitore, lei mostrava la sua forte indipendenza risultando diretta animatrice di un commercio di legname dalla Corsica.

In conclusione, i soli discendenti di Domenico Millelire vengono dalle sue due figlie Anna Maria e Mariangela e vanno cercati, dunque, nella famiglia di Francesco Susini marito di Anna Maria e in quella di Andrea Azara, marito di Mariangela: questi ultimi, però, ebbero solo figlie femmine delle quali si perdono le tracce.

Giovanna Sotgiu – Co.Ri.S.Ma