Correva l’anno 1991

Nell’ambito dei grandi lavori di rifacimento della rete idrica e fognaria (progetto Barra Caracciolo) venne rifatta la piazza Rossa. Una ruspa della ditta Focanti asportò in pochi giorni la pavimentazione di gres rosso voluto nel 1963 dal sindaco Josto Tramoni (la caratteristica pavimentazione fece epoca), riempì non senza polemiche una vecchia cisterna da tempo inutilizzata e su progetto dell’architetto Cianchetti vennero posizionate nuove lastre di granito, disegnata una rosa dei venti, sistemata una panchina di granito proseguente a terra con un rivolo di vento. Non furono messi a dimora due olmi, come la tradizione chiedeva (quando sorse, tra ottocento e novecento, si chiamava piazza degli Olmi), ma due palme, più adatte, si diceva, al terreno ed al clima. Ci fu allora chi, nostalgico della piazza Rossa, la volle chiamare piazza Grigia (fortunatamente solo per poco tempo), chi la chiamò piazza del Mercato o piazza del Municipio, poi ci si ricordò che da almeno settant’anni aveva un nome con tanto di targa ancora leggibile: piazza Garibaldi. Di ponentate, da quel 1991, ne sono passate a La Maddalena! Era allora sindaco il democristiano Pietro Dettori, il parroco don Capula era ancora in buona forma e l’ammiraglio Egidio Alberti occupava la palazzina di Marisardegna. Nella piazza Garibaldi, c’era il negozio di abbigliamento di Giocondo Giagnoni; l’oreficeria era ancora tenuta dall’anziano Serafin; dove oggi c’è un negozio di occhiali lavoravano, con prodotti di artigianato sardo, gli ottantenni Ada ed Armando Ferrigno; il bar Madrau era tenuto dalla famiglia Madrau e il bar Gargiulo dalla omonima famiglia; una francese giunta giovane a La Maddalena, vendeva stagionalmente al “Cavallo di Mare” (sotto l’ex albergo Ilva) prodotti d’artigianato. Sembra ieri ma di ponentate ne sono passate, in questi anni, a La Maddalena; e con esse sono “passati” anche tanti maddalenini e con loro anche un po’ della nostra storia.

1 gennaio

Messaggio di fine anno del presidente Francesco Cossiga, che rivendica la legittimità dell’operazione Gladio. E’ la prima di una lunga serie di esternazioni che caratterizzeranno tutto l’anno.

11 marzo

Duro documento della sezione maddalenina della Confcommercio contro la presenza americana ritenuta sempre meno remunerativa. Particolarmente contrari alla apertura di un market americano nell’isola madre, i commercianti maddalenini rigettano l’ipotesi di un uso americano dell’Arsenale. Il documento denuncia, inoltre, che la compresenza della base nucleare americana con il deposito munizioni della NATO sarebbe in contrasto con ogni elementare norma di sicurezza.

19 marzo

La Nuova Sardegna pubblica un “intervento” di un Rappresentante della Regione nel Comitato Paritetico per le servitù militari dal titolo “Non più posti di lavoro ma munizioni”. Nel testo si denuncia che nell’immenso deposito munizioni di S. Stefano saranno trasferiti i materiali dei vari depositi munizioni della Sicilia, mentre si sopprime la struttura che dava 500 posti di lavoro a La Maddalena. Viene inoltre riproposta la questione della compatibilità di questa nuova struttura di stoccaggio di munizionamento con la presenza nucleare americana.

10 aprile

A Livorno collisione nella nebbia tra il traghetto della Navarma Moby Prince diretto a Olbia e una petroliera. Nell’incendio della nave muoiono 141 persone, di cui molti sardi ed il maddalenino Umberto Bartolozzi.

10 aprile

Dopo 15 anni, chiamati in giudizio per i disordini scoppiati il 19 agosto 1976 in occasione di una manifestazione antimilitarista a La Maddalena. 10 militanti radicali devono rispondere di resistenza a pubblico ufficiale di fronte al Tribunale di Tempio. Il processo appena aperto è subito rinviato a nuovo ruolo.

25 maggio

Il Giro d’Italia torna in Sardegna dopo trent’anni: la manifestazione prende il via da Olbia.

11 giugno

Grigi, insignificanti anni Novanta. Almeno per quanti aspirano a percorrere le strade del cinema usando le possibilità del Premio Solinas, la realtà di oggi è povera di stimoli, di rabbia, di allegria, di emozioni. Con poche eccezioni come quella di Maurizio Zaccaro che in Articolo 2, racconta il conflitto in cui si trova un uomo, un algerino che in una grande città italiana ha trovato lavoro, casa e sistemazione per sé, sua moglie e i suoi tre figli, quando dal suo paese arriva un’ altra moglie e altri tre figli, una seconda famiglia perfettamente regolare secondo la religione musulmana ma in contrasto con le nostre leggi, le nostre abitudini, il nostro costume. Articolo 2, in cui Zaccaro coglie più la drammaticità che il grottesco della situazione, è una delle due sceneggiature alle quali, Franco Cristaldi, presidente della giuria, ha assegnato ex aequo sabato sera, alla Maddalena, il Premio. L’altra è Il bambino che impazzì d’ amore di Giuseppe Rocca, il quale ha seguito la tendenza più generale ad un ripensamento del passato, ambientando a Napoli anni Cinquanta la vicenda di un bambino di nove anni che, nell’intenso legame con una giovane cameriera, scopre i primi sentimenti amorosi violenti e possessivi della sessualità e della fisicità. Articolo 2 e Il bambino che impazzì d’ amore si sono divisi i 25 milioni del premio, mentre alle altre quattro sceneggiature finaliste sono andati 5 milioni ciascuna. In due delle quattro, si riaffermano protagonisti i bambini e la nostalgia. Sono Figurine di Luigi Cuciniello, Riccardo Ferrante e Giovanni Robbiano, che hanno lasciato la durezza del clima di fine anni Sessanta come sfondo all’avventura quotidiana di un gruppo di ragazzini che subiscono le scelte e le contraddizioni degli adulti, appassionandosi in realtà di più alla ricerca della figurina più introvabile della collezione. Il bambino protagonista di La Madonna pellegrina di Luciano Martinengo, vive anche lui la sua infanzia negli anni Cinquanta, quando la Madonna fu portata in trionfali processioni in città grandi e piccole della penisola. Il presente c’è, per frammenti e suggestioni, in Paesaggio con figure di Paolo Marchesini e Daniele Cesarano. E’ il ritratto di Roma attraverso una giornata di persone che vivono piccole e grandi vicende, sfiorandosi negli spazi e negli umori della grande città. Più angoscioso e inquietante il futuro, freddo e privato di sentimenti e di profondità di valori, immaginato da Fabio Ponzi, autore di La vita nuova, altra sceneggiatura gratificata di menzione e dei 5 milioni dei secondi premi. Come ha ricordato Cristaldi nelle motivazioni, seppure nei 156 scritti presentati non c’ è un’ opera che si impone nettamente sulle altre per il suo contributo al rinnovamento espressivo e tematico del cinema italiano, la media qualitativa risulta piuttosto alta sia nell’ispirazione che nella tecnica. Del resto basta scorrere i curriculum degli autori finalisti per rendersi conto che il Premio, dal 1986 quando fu lanciato come omaggio ad uno sceneggiatore grande come Franco Solinas, è cresciuto, affermandosi come punto di richiamo per autori di professionalità già sperimentate. Come Maurizio Zaccaro, l’ autore di Articolo 2, milanese quasi quarantenne, che viene dall’Ipotesi Cinema e dalla scuola di Ermanno Olmi, che già come regista ha dato diverse prove, di cui l’ ultima è Dove comincia la notte, il film prodotto dagli Avati in America di prossima uscita. Giuseppe Rocca lavora da tempo per la radio, la televisione e il teatro ed ha già vinto il Solinas (ex aequo) nel 1988 con La lingua tagliata scritto con Aurelio Castelfranchi. Non nuovo per il cinema anche Daniele Cesarano, che ha già una prima regia alle spalle con il film Obbligo di giocare. Lo spirito con cui i giovani autori affrontano il Solinas è diverso. Per molti l’ obiettivo finale è la regia. Resa più possibile dall’ incontro con l’ambiente che alla Maddalena si ritrova ogni anno in un clima piacevole di scambio e di vacanza e che richiama autori affermati, giovani attori e produttori in cerca di novità. In questo clima, quest’anno è stato lanciato un altro premio, il premio Sergio Corbucci, presentato da Nori, moglie del regista scomparso, e da assegnare (cinquanta milioni) tra le commedie uscite sugli schermi tra il primo ottobre ‘ 90 e il 30 settembre ‘ 91. La giuria è composta oltre che da Nori Corbucci, da Renzo Arbore, Luciano De Crescenzo, Enrico Montesano e Lina Wertmuller. Il premio sarà assegnato il 19 ottobre a Saint Vincent. Fermamente deciso a dirigere la sua storia è Luciano Martinengo. Del resto La Madonna Pellegrina è il progetto con più concrete possibilità di realizzazione, essendosi già assicurato il sostegno del Fondo Europeo. Per altri, il Solinas è solo la possibilità di misurarsi con la professione di sceneggiatori. Un segno è nell’interesse con cui molti dei partecipanti al premio, insieme ad altri giovani arrivati da tutta Italia, una cinquantina in tutto, hanno seguito (dal 3) le lezioni di sceneggiatura tenuta dai maestri: Suso Cecchi D’ Amico, Giorgio Arlorio, Leo Benvenuti, Age, Ugo Pirro. Ciascuno di loro ha usato sceneggiature di un film conosciuto per analizzarne pregi, errori, difetti, felicità di risultato. Tanto per fare un esempio, Suso Cecchi D’ Amico ha citato come perfetta soluzione per raccontare una realtà storica dentro l’ attualità la sceneggiatura di La donna del tenente francese. E il successo degli incontri è stato sintetizzato dall’ affermazione di Giovanni Robbiano: Se lo rifate, torno. Per quanto riguarda il futuro la scadenza per la presentazione al premio Solinas dell’ anno prossimo è il 30 novembre Felice Laudadio, presidente del premio ha invitato Rai e Fininvest a trovare un modo di collaborazione per realizzare, dalle sceneggiature del Solinas, brevi film di una quindicina di minuti che rendano più evidente la validità dello scritto.

10 luglio

Ennesima incursione dei gommoni di GREENPEACE che violano la base americana di S. Stefano. Stavolta riescono ad issare a terra, oltre il solito striscione con la scritta “Mare senza nucleare”, anche un secondo striscione con lo slogan “La Maddalena niente più segreti”. In una nota l’Associazione ambientalista aggiorna i dati sul nucleare a S. Stefano: nel 1990 sono stati 94 i TOMAHAWK introdotti, la nave officina ha assistito 15 sommergibili e 5 navi da guerra. La stessa documentazione rileva che la ORION ha effettuato a S. Stefano ben 103 interventi di riparazione agli apparati di propulsione nucleare dei sommergibili e 12 interventi sui sistemi d’arma a capacità nucleare.

18 luglio

Nel corso della trasmissione televisiva “ALDEBERAN”, che va in onda su RAI TRE da La Maddalena, clamorosa minaccia di Gheddafi intervistato sulle questioni italiane. Oltre a lanciare la sua candidatura alla Presidenza della Repubblica italiana, il Rais incita i maddalenini ad occupare la base nucleare e ad espellerla. Minaccia, altrimenti, che la base stessa sarà distrutta.

25 luglio

Nel mese significativo in cui cade la Patrona dell’isola e la Festa della Rivoluzione francese, la ratifica ufficiale del Gemellaggio tra la città di La Maddalena e quella di Ajaccio, ratificata rispettivamente con le firme, per Ajaccio del Senatore-Sindaco Charles Ornano e per La Maddalena del Sindaco Giuseppe Deligia. (“...Nel luglio del 1991, mese significativo in cui cade la Patrona dell’isola e la Festa della Rivoluzione francese, la ratifica ufficiale del Gemellaggio, che vive rispettivamente le firme, per Ajaccio dal Senatore-Sindaco Charles Ornano e per La Maddalena dal Sindaco Giuseppe Deligia, con le due simboliche e pompose cerimonie svoltesi a La Maddalena, il 25 luglio…“).

28 agosto

A La Maddalena inizia il secondo campeggio organizzato dal Coordinamento nazionale antimperialista ed antinucleare contro la base americana.

30 – 31 agosto

La manifestazione finale dei campeggiatori antimperialisti si trasforma in battaglia urbana con scontri, colpi di pistola, fermati e feriti. Un giovane maddalenino di neppure 18 anni, Giuseppe Fara, ferito da un colpo di pistola a una gamba, e un altro Luigi Palomba di 19, colpito di striscio ad una spalla, sono finiti in ospedale; alcuni giovani pacifisti sono caduti in mare, travolti fai maddalenini inferociti armati di spranghe di ferro e bastoni. Questo il bilancio degli scontri avvenuti in piazza Comando dopo un blitz del “Coordinamento nazionale antinucleare e antimperialista”, il CNAA, sull’isola di Santo Stefano hanno issato striscioni antiamericani. Un pacifista del “Campeggio i lotta 1991” è stato fermato dalla polizia e ammanettato, altri 15 identificati e lasciati liberi. Secondo un comunicato dei pacifisti, altri 3 giovani che non si sono presentati negli ospedali sarebbero stati feriti a un’agente che avrebbe sparato in aria. Le pistole hanno fatto la loro comparsa, pare, dopo che alcuni maddalenini, in piazza Comando, esasperati per “conti in sospeso” con il “Campeggio di lotta”, avevano travolto i manifestanti, rei – a loro avviso – di avere provocato alcuni isolani, imbrattato i muri della città, gli scogli dell’isola e di Caprera ed anche il portone del Municipio.

20 ottobre

La popolazione delle isole è di 11.127 abitanti. Per la prima volta il questionario viene tradotto in sei lingue oltre all’italiano ed è corredato di un “foglio individuale per straniero non residente in Italia”.

13 novembre

In base a un accordo del 1989, Antonello Cabras, PSI, avvicenda Mario Floris alla presidenza della Giunta regionale. Floris sarà eletto presidente del Consiglio regionale il 26 successivo.

8 dicembre

Castelsardo – Ilvamaddalena 0-0
Castelsardo: Salvatore Palmas, Stefano Oggiano, Antonello Capula, Francesco Oggiano (87′ Camboni), Mauro Pinna, Giuseppe Palmas, Gavino Desole (73′ Tore Malocu), Michele Oggiano, Salvatore Dettori, Massimiliano Corbia, Giorgio Ventricini. All. Eppe Zolo.
Ilvamaddalena: Mazzieri, Nello Riccardi, Marras, Luigi Baranta, Candido Brocca, Piero Moschini, Antonello Ventuleddu, Vittorio Serio (90′ Massimo Fascia), Marco Ceselia (66′ Gianluca Vitiello), Mario Perra, Francesco Izzillo. All. Angelino Fiori.

29 dicembre

Il Comando americano del Mediterraneo, di stanza a Napoli, ha bandito una gara per la costruzione di 50 appartamenti per i militari della base di La Maddalena. Tali appartamenti possono essere costruiti in un’area distante al massimo un’ora dalla base di S. Stefano. Il Comando Americano rende noto che dispone di ben 13.500 dollari di media al mese per ciascun appartamento, pari a circa 17 milioni di lire annue per 10 anni.