Itinerario: Cala d’Inferno e Cala Majore. Acque limpide e sabbia finissima

Itinerario: Cala d’Inferno e Cala Majore. Acque limpide e sabbia finissima

Distanza: 2,6 km
Tempo di percorrenza: A/R 3 h circa
Difficoltà: Escursionistico
Periodo consigliato: settembre – giugno
Segnavia: assenti

Seguiamo le prime indicazioni dell’itinerario “Testiccioli” e, superata la località Cala Francese, proseguiamo per altri 2 km. Subito dopo aver lasciato alla nostra destra l’Opera dei Colmi, arriviamo ad una piazzola sulla sinistra, dove lasciamo i nostri mezzi. Percorsi pochi metri incontriamo una pozza d’acqua, regno incontrastato di un piccolo anfibio endemico, la raganella sarda (Hyla sarda). Il sentiero, inizia seminascosto tra alte piante di corbezzolo (Arbutus unedo), erica arborea (Erica arborea) e ginepro fenicio (Juniperus phoenicea).
Bisogna camminare molto lentamente su questo primo tratto in discesa, perché il fondo, costituito da un vecchio selciato con pietre affioranti, è molto scivoloso a causa dell’umidità. L’ombra creata dall’alta vegetazione circostante e l’umidità, costituiscono l’habitat ideale per la gennaria (Gennaria diphylla), un’orchidea molto rara, segnalata solo in Portogallo, Spagna, nord-Africa e nord-Sardegna. Dopo circa 15 minuti si giunge alla spiaggia grande di Cala d’Inferno; questa deve il suo nome alla presenza, in questi luoghi, di numerose secche che rendono molto pericolosa la navigazione. Da questo punto si continua seguendo la costa caratterizzata da scogli arrotondati che consentono di andare avanti senza difficoltà. Più avanti, oltrepassiamo tre piccole spiagge, tutte composte da sabbia grossolana, dove crescono numerose piante di assenzio di Corsica (Artemisia densiflora), dall’inconfondibile forte odore.
La vegetazione, condizionata dalla forza dei venti di ponente e di maestrale, a cui è esposta la zona, cresce bassa, prostrata, strisciante come i numerosi ginepri contorti, e le filliree. Superata la terza spiaggia si prende un sentiero immerso tra rigogliose piante di rosmarino (Rosmarinus officinalis) e profumati elicrisi (Helichrysum italicum). Questo trekking costiero, ci darà la possibilità di apprezzare gli intensi aromi delle piante litoranee che si mescolano agli effluvi del salino e di rilassarci con un bagno ristoratore in completa solitudine. Dopo pochi metri si incontra una caletta di ciottoli attraversata durante l’inverno da un ruscello.
Da questo punto, per un breve tratto, il sentiero passa tra rocce e ginepri, dopodiché si riprende il percorso sulla linea della costa. A ridosso di una collina riparata dal vento di tramontana si trova un vecchio rudere in pietra di granito a sinistra del quale, a pochi metri dal mare, c’è una vecchia vedetta militare. Da qui il cammino sulla scogliera, costituita in prevalenza da porfido, è troppo difficoltoso.
Prendiamo dunque il sentiero che è alla nostra destra e dopo circa 10 minuti arriviamo alla suggestiva Cala Majore: il mare cristallino e la sabbia bianca e finissima ne fanno uno dei luoghi più apprezzati di tutto l’Arcipelago.

Curiosità

La grande famiglia delle Orchidaceae comprende oltre 25.000 specie che vegetano in prevalenza nelle regioni tropicali adattandosi a diversi tipi di ambienti, dal livello del mare fino ai 4.000 mt di quota. Sono piante erbacee perenni, terrestri (tutte quelle mediterranee) o epifite, cioè piante che crescono sugli alberi delle foreste pluviali e che assorbono l’acqua direttamente dall’atmosfera mediante particolari radici. Nell’Arcipelago sono presenti 19 specie appartenenti a 7 generi, varie sottospecie, e numerose forme ibride che danno vita a fiori dai colori variopinti e dalle forme più fantasiose.

Fabio Presutti – Massimiliano Doneddu