Correva l’anno 1892

La saggia politica amministrativa condotta prima dalla giunta di Pasquale Volpe e poi da quella guidata da Gerolamo Zicavo in una congiuntura più favorevole, portò alla realizzazione di importanti lavori pubblici, alla razionalizzazione e alla pavimentazione di strade e piazze, all’avvio di un sistema di fognature degne di tal nome. Bertlin fu protagonista di questo cambiamento. Nel 1892 aveva realizzato per il comune la pavimentazione delle vie Monte Sinai (attuale via Cristoforo Colombo), piazza degli Olmi, via Olivi, via Padula, parte di piazza Renedda, via Italia, via Garibaldi, via Marina, piazza del Molo e la mulattiera vicino alla Capitaneria. Vedi: I primi tentativi di cava

Pasqualino Serra noto “Guarrè” (1854 – 1924) acquista l’isola di Santo Stefano nel 1892 dai conti Federici di Brescia, un suo avo omonimo (Pasquale Gennaro Serra) sarà stimato imprenditore e uomo politico e diventerà assessore provinciale e sindaco di La Maddalena.

Pasqualino Serra noto “Guarrè”

febbraio

Una testimonianza sui carnevali maddalenini dell’800 l’abbiamo da una corrispondenza di un certo Alfa che su un giornale del 1892 così scrive: “Non si può dire, che, nella penisola e nell’isola madre quest’anno il carnevale dormicchi, e che debbasi relegare il carnevale addirittura fra i ferrivecchi perché la modernità scettica vuol far mostra di superiorità col condannare tutto che si ha di sistematico, di convenzionale”. “ma l’antico e notissimo ‘Semel in anno licet insanire’, rimarrà trionfante fino alla consumazione dei secoli…….Ieri durante il concerto della banda di Marina (probabilmente al Palco della Musica appena costruito), c’è stata una passeggiata piuttosto animata nella piazza Umberto I (allora “A Rinedda”). Non posso parlarvi né di maschere né di mascherate, che, a questo riguardo ‘ un bel tacer non fu mai scritto ‘. Noto per la cronaca, che alcuni operai sassaresi, qua residenti, furono quelli che, in foggia più o meno strane, e non tutte pulite, sostenevano l’onore delle armi. Un costume nuovo fiammante di ‘principale’ ozierese era indossato da un ufficiale di marina che attorniato da una turba di ragazzi, andava distribuendo manciate e manciate di finissimi confetti. Noto pure che in via Garibaldi, c’è un ballo pubblico, aperto di giorno e di notte, e che in alcune famiglie private si è cercato un pò di rompere il ghiaccio“. Notizia quanto mai consolante: a La Maddalena nel 1892 si facevano già le maratone di ballo, danzando ininterrottamente per 24 ore.

2 marzo

Muore in Roma il comm. avv. Nicolò Ferracciu. Nato a Calangianus nel 1819. A 19 anni si addottorava in Leggi. Nel 1847 fu nominato professore di Economia politica e di Diritto commerciale. Eletto deputato per 11 legislature. Rifiutava dal Governo la decorazione per l’opera prestata a Sassari durante l’invasione del colera nel 1855. Nel dicembre 1878 fu ministro della Marina, e nel 30 marzo 1884 di Grazia e di Giustizia. Sdegnoso, integro, severo, d’una volontà indomabile, d’un carattere adamantino, non piegava a pressioni né ad onori; ribella vasi a quelle, sdegnava questi quando il suo dovere v’entrava di mezzo. Il Comune di La Maddalena gli dedicherà una piazza all’interno del Centro Storico cittadino.

30 giugno

Arriva a La Maddalena lo yacht Euxène per una crociera. Vedi anche: Une visite au Gibraltar italien

Cimitero vecchio, Chiesa e lotti adiacenti

agosto

Il Consiglio Comunale di La Maddalena, nell’agosto del 1892, avendo preso atto della difficoltà di ampliare il cimitero originario, oramai insufficiente a soddisfare l’avvenuto incremento della popolazione, decise, di realizzarne uno nuovo nella zona alta ed areata dell’isola, denominata Trinita (Collo Piano), nelle vicinanze della prima chiesa dell’isola edificata nel 1768 e dedicata, in seguito alla costruzione dell’attuale Chiesa Parrocchiale, terminata nel 1819 e intitolata a Santa Maria Maddalena, alla Santissima Trinità. Il lavori vennero affidati nel 1894 all’impresa Giacomo Borrione per l’importo di 53.529,78, mentre il terreno venne espropriato agli eredi Zonza, Panzano, Millelire, Azara e Ornano per un esborso complessivo di £. 6.261,90. Il primo becchino fu Antonio Brigida, mentre il primo custode fu Giuseppe Onorato. I lavori del nuovo cimitero terminarono nel 1895, esso era collaudato con i dovuti adempimenti, anche se il vecchio camposanto rimase ancora in funzione, infatti vi si costruirono ancora cappelle familiari sul finire del secolo, quali quelle dell’importante famiglia dei Susini, Anna Maria (nel 1895) e suo padre Pietro (nel 1897), noto curatore dei terreni e degli affari di Garibaldi a Caprera.

22 agosto

Nasce Luigi Sebastiano Baffigo, fresco di studi venne arruolato in fanteria ed avviato al corso Ufficiali. Divenuto sottotenente venne destinato a rimpinguare i vuoti lasciati dai numerosi ufficiali morti durante gli assalti, da loro condotti alla testa delle truppe. Così all’epoca concepivano le tattiche di guerra dei generali di ottocentesca formazione militare. In uno di questi assalti cade sul Monte San Michele il giovane Baffigo, aveva 23 anni ed era il giorno dell’Epifania, il 6 gennaio del 1916. Di lui ci resta un’immagine del suo funerale, che si svolse nel 1923, quando i familiari fecero traslare il suo corpo, dal cimitero di guerra a quello dell’isola. In questa foto, possiamo cogliere alcuni particolari che ci permettono di inquadrare temporalmente e geograficamente l’evento. Innanzitutto, le persone: al centro dell’immagine un gruppo di camicie nere armate di manganello, che, inquadrate, attendono il passaggio del feretro, vari ragazzini vestiti da piccoli marinai, poi tanta gente, bimbi, adulti, soldati e marinai, mentre il corteo funebre, individuabile dalle bandiere, in alto nella foto. Sullo sfondo, piuttosto sfocata, ma riconoscibilissima, l’isola di Santo Stefano all’estrema destra si intravede il cancello d’ingresso del lato Nord del “Cimitero vecchio”, con parte del muro di cinta. La zona è priva di tutte le abitazioni e palazzi che oggigiorno non consentono la stessa visuale della foto, ma credo, con una certa sicurezza, che la parte di strada inquadrata è quella che, all’altezza del negozio di ferramenta Banchini, sale verso il “Cimitero nuovo”. Alla memoria di Sebastiano Baffigo venne concessa una medaglia al valore alla memoria, con la seguente motivazione: “Costante esempio di zelo, attività e sprezzo del pericolo, mentre era intento allo studio del tracciato di un camminamento, importante da costruirsi in zona intensamente battuta, cadeva colpito a morte.” – San Martino del Carso 6 gennaio 1916.

23 agosto

In quest’anno si sentì il bisogno di dotarsi di uno stemma civico, autore Gualtiero Mancini. La scritta recitava: “Herois cineres litoraque Ausoniae tutor, poi tramutato nella versione attuale: Herois cineres tutorque oras latinas”. Seduta Consiliare, presenti in aula Zicavo cav. Gerolamo Sindaco Presidente, Lantieri cav. Domenico, Frau Pietro, Pieghi Raffaele, Alibertini cav. Luigi, Manini Giuseppe, Alibertini Sebastiano, Biaggi Battista, Bargone Giovanni, Varriani cav. Antonio, Culiolo avv. Domenico, Volpe Pasquale, Larco Giuseppe, Susini Pietro e Susini Francesco. Questi gli uomini che decisero di adottare lo stemma civico di La Maddalena con l’iscrizione attuale in latino.

26 settembre

Riconosciuta la necessità di provvedere il paese di un edificio da adibire stabilmente a Mercato pubblico, in luogo del mercato ambulante che si svolgeva al di là di un muro che delimitava la piazza Garibaldi verso il mare, ed essendosi prescelta quell’area che si trovava al lato della Piazza dell’Olmo, l’ing. Serra fu incaricato, senza impegno, di redigere un progetto di massima che non piacque agli amministratori. Questi incaricarono l’Ing. Comunale Domenico Ugazzi di predisporre uno studio di massima per permettere all’Amministrazione, prima di ordinarne il progetto definitivo, di esaminare le generalità, le linee principali del progetto stesso ed occorrendo proporre le modificazioni ed aggiunte che ritenesse opportune. Rispondendo a tale incarico l’ing. Ugazzi delineò due diversi tipi di mercato, entrambi a forma squadrata, uno col lato maggiore lungo la Piazza ed il lato minore lungo la via che portava alla marina, anche per evitare le questioni, o per lo meno le lunghe pratiche, che potevano svolgersi col Demanio, qualora si fosse occupata una porzione importante della località allora destinata a scalo.
L’altro, al contrario, col fronte principale più corto e aperto verso Piazza Garibaldi.
Esaminati i due progetti di massima l’Amministrazione, dopo lunghi e approfonditi dibattiti anche in Consiglio comunale, scelse una soluzione di compromesso privilegiando in qualche modo la seconda soluzione, non solo perché comportava una spesa minore ma perché si intendeva privilegiare la possibilità che il pubblico aveva di accedere alla struttura direttamente dalla piazza e dalle importanti strade pubbliche che ad essa confluivano. L’edificio, costruito dall’Impresa Iacoponi Vittorio di Livorno, fu consegnato il 26 settembre 1892 e venne terminato il 15 novembre del 1893”.  Dalla relazione del progetto definitivo del “Restauro del Mercato Civico” (nov. 2013) redatto dagli architetti E. Cenami, P. Simonetti, S. Ticca e P. Cianchetti, riportiamo le seguenti notizie: “I lavori furono collaudati dall’ingegnere inglese Giorgio Bertlin, con l’ultima visita il 22 Settembre 1894, in cui fu rilevato che il mercato era già in funzione.
Nel 1896, verificata la necessità di trovare una nuova sede per il municipio, si propose di sopraelevare a tale scopo il mercato di almeno un piano, spostando le attività commerciali in altro fabbricato posto al centro dell’abitato, ma la proposta fu respinta per i problemi igienico sanitari che lo spostamento del mercato in quel sito avrebbe comportato.
Individuata un’area ad est del mercato, su progetto dell’ingegner Giuseppe Franchetti (o secondo altre fonti dell’ing. Domenico Ugazzi), si intraprese nel 1899 la costruzione del nuovo edificio della casa comunale che, dopo lunghe vicissitudini per motivi tecnici, fu ultimato nel 1909.
L’aspetto del fabbricato rimase tale sino ad anni recenti, quando data la crescita della popolazione, fu realizzato un solaio sulla corte interna per avere uno spazio coperto anche per i fruttivendoli.
La piacevole veste del Mercato è marcatamente Beaux-Arts, nell’uso assolutamente simmetrico della scansione delle aperture, nella profilatura degli elementi architettonici, nell’uso del bugnato nei cantonali, nella definizione delle superfici intonacate a larghe strisce orizzontali.
D’altronde questo figlio del sentire del periodo e serviva a dare un carattere di importanza aulica agli edifici pubblici, come nel vicino Municipio, in cui gli stessi stilemi si caricano maggiormente.
Particolarmente piacevole è l’ingresso al Mercato dalla Piazza Garibaldi, con la cancellata inframmezzata da pilastri bugnati; mentre appare più semplice il prospetto verso mare con accesso a doppia rampa di scala contrapposta”.

27 settembre

Muore a Cagliari, Caterina Albano moglie di Efisio Gramignano garibaldino dei Mille. Caterina era nata a La Maddalena il 4 ottobre 1831.