Correva l’anno 1862

9 marzo

Garibaldi lascia Caprera per un viaggio dove sensibilizza l’opinione pubblica sulla questione romana, fonda a Genova la “Società emancipatrice” riunendo diverse associazioni.

23 marzo

Con Regio Decreto il maddalenino Nicolò Susini Millelire fu promosso al grado di maggiore di Fanteria, raggiungendo l’apice di una carriera che nel 1866 lo vide partecipare alla Terza Guerra d’Indipendenza. Terminata la quale rientrò a La Maddalena, dove morì di malattia due anni dopo, appena 41 enne. Fu un maddalenino che combatté le tre Guerre d’Indipendenza. Partecipò infatti alla Prima, nel corpo della Cavalleria Garibaldina, nel corso della quale fu promosso sottotenente; da capitano nel 1849 accorse alla difesa della Repubblica Romana. Partecipò poi alla Seconda Guerra d’Indipendenza nel corpo garibaldino dei Cacciatori delle Alpi, nel corso della quale ricevette la medaglia d’argento al valor militare. Successivamente entrò nell’esercito regolare. Era nato all’Isola nel 1827. Nicolò Susini Millelire era fratello di Antonio Susini Millelire al quale Garibaldi, nel 1848, lasciò il comando della Legione Italiana in Montevideo prima del suo rientro in Italia.

24 marzo

Muore in miseria a Torino lo storico Vittorio Angius, già deputato dell’isola (era nato a Cagliari nel 1798).

maggio

Nel 1862 il Governo Russo aveva ordinata la leva generale in tutto l’impero, ma per la Polonia si prescriveva, che fossero esenti dall’obbligo di leva i contadini ed i grandi proprietari rurali, per cui la legge colpiva soltanto gli abitanti delle città. Questo privilegio promosse una agitazione grandissima in tutta la Polonia, e quando il Governatore di Varsavia volle applicare la legge, il 18 gennaio 1863, il Comitato Nazionale di Varsavia bandì l’insurrezione e la lotta incominciò.
Il Generale era infermo a Caprera, e si doleva di non poter accorrere in aiuto dei Polacchi per pagare un debito di gratitudine verso un paese che tanti suoi figli aveva sacrificati per la causa della nostra libertà. Non potendo pagare di persona scriveva all’Europa: «Non abbandonate la Polonia».
Ed in Italia recar soccorso alla Polonia era come un dovere. Il valoroso Nullo Francesco dei Mille, impaziente d’indugio e di martirio, partiva e, unitosi ai ribelli, trovava la morte sugli argini di Skutz. A Genova si era costituito il Comitato Generale di soccorso ai Polacchi sotto il patronato di Garibaldi, e presieduto dal generale Clemente Corte. Alla fine di maggio due emissari Polacchi sbarcavano a Caprera apportatori di un audacissimo progetto: sommuovere la Rumenia, coll’aiuto del Rossetti e del Bratiano, rovesciare il principe Couza; formare la base dell’insurrezione nel principato; penetrare nella Bessarabia e di là in Polonia, per dare mano forte alla rivoluzione. Ad Ancona pure, fin dai primi del 1863 si era costituito un comitato di soccorso per la Polonia. Il 16 marzo 1863 Elia riceveva la seguente lettera dal generale Clemente Corte, accompagnata da poche linee del generale Garibaldi.
Genova, 16 marzo 1863.
Pregiatissimo Signore, «Ho ricevuto il di lei foglio 15 corrente e m’affretto a risponderle, che sentii con molto piacere come la sottoscrizione per la Polonia sia stata iniziata e promossa in Ancona, da cittadini distinti pel loro patriottismo.
«È urgente che tale sottoscrizione sia spinta con la maggiore sollecitudine possibile, e che il denaro raccolto venga spedito al nostro Comitato di Genova. Confido quindi, che Ella e gli altri patrioti d’Ancona, faranno in modo di soddisfare a tale mia richiesta.
«Le accludo copia della lettera colla quale il generale Garibaldi autorizza il nostro Comitato a raccogliere e disporre dei fondi suddetti
«Aggradisca i miei più cordiali saluti e mi creda con distinta stima Dev.mo suo
Clemente Corte
Caprera, 1 marzo 1863.

27 giugno

Garibaldi, lascia in gran segreto l’isola e sempre con il “Tortolì” raggiunge Palermo. Sono con lui alcuni fidi: Guerzoni, Menotti, Basso, Missori, Nullo e Bruzzesi. Sbarca in Sicilia e vi è accolto trionfalmente, poi svela il suo programma: conquistare Roma. Con duemila volontari si appresta ad attraversare lo Stretto, ma il Governo ha mandato una squadra navale, agli ordini del maddalenino Giovanni Battista Albini, con il generico incarico (scrive Montanelli) di “agire per il bene del re e del paese”. Così Albini non interviene quando i garibaldini si impossessano di due navi alla fonda nella rada di Catania e, con quelle, sbarcano in Calabria. Solo allora i cannoni di Albini sparano alcuni colpi che hanno l’effetto di costringere Garibaldi ad abbandonare la costa e a dirigersi verso l’Aspromonte, dove viene affrontato dalle truppe regolari, i bersaglieri del Colonnello Pallavicini, ferito ed arrestato.

14 luglio

Approvata la convenzione per la costruzione della rete ferroviaria in Sardegna con una società italo-inglese che fa capo al finanziere Gaetano Semenza.

29 agosto

Garibaldi si mette alla testa di una spedizione di volontari al fine di liberare Roma dal governo papalino, ma l’impresa è osteggiata dai Piemontesi dai quali viene ad Aspromonte. Imprigionato e poi liberato ripara nuovamente su Caprera, pur rimanendo in contatto con i movimenti patriottici che agiscono in Europa.

23 novembre

Stampa che ritrae Giuseppe Garibaldi costretto a letto dopo la ferita al piede, in compagnia del celebre medico francese Auguste Nelaton giunto dall’Inghilterra appositamente per visitare l’Eroe dei due mondi. Sarà Nelaton ad estrarre la pallottola del piede al biondo nizzardo. Anche in seguito a questa ferita, alcuni amici inglesi spedirono a Caprera la “carrozzina per disabili” che si vede in molte stampe.

21 dicembre

Dopo i fatti dell’Aspromonte e la prigionia del Varignano, Garibaldi rientra a Caprera sul piroscafo Sardegna.